Psicosomatica Olistica: Istinto e intuizione per il corpo e la mente

PSICOSOMATICA OLISTICA:

ISTINTO E INTUIZIONE, ELEMENTI IMPORTANTI PER IL CORPO E PER LA MENTE

Psicosomatica Olistica: Con la dott.ssa Paola Donnini, counselor psicobiologico e Naturopata.

paola donnini

UN VALIDO AIUTO PER CAPIRE MEGLIO ALCUNE DELLE TERAPIE IN PSICOSOMATICA OLISTICA.

Quando l’istinto è naturale e non è condizionato dai vari tabù, quando è privo di inibizioni, nel nostro corpo c’è chiarezza, c’è armonia. Il funzionamento spontaneo del corpo è chiamato istinto, il funzionamento spontaneo dell’anima è chiamato intuizione, pur essendo molto simili sono molto distanti uno dall’altra.

Ricordiamoci che l’istinto appartiene al corpo è grezzo, mentre l’ intuizione è più sottile, poichè appartiene all’anima. Tra loro due pero’ c’è la mente, ovvero quell’ esperto preciso che non ha mai funzionato in modo spontaneo: la mente è il sapere.

Abbiamo un passato, un presente e un futuro, l’istinto appartiene al nostro passato animale, è molto antico, molto solido, è il retaggio di milioni di anni. La nostra evoluzione è andata dal minerale, al pesce, alla pianta, all’uomo, passando attraverso tutte le altre specie, un bellissimo viaggio interminabile per arrivare all’uomo.

Noi siamo prima albero e pianta, poi animale che si muove, occorre mettere insieme le varie visioni e allargare poi la nostra coscienza: rendersi conto di esistere. Di essere nella natura, che non fa niente a caso, lavora con il minimo dell’energia per avere il massimo del risultato: il contrario di quello che fa l’uomo.

L’essere umano è semplice , ma la sua personalità non lo è affatto, è complessa, non segue l’intuizione, questa è una delle cause piu comuni in alcuni dei problemi presenti soprattutto nel femminile e nella lettura del corpo in psicosomatica.

Possiamo paragonare la personalità a una cipolla: è formata da molti strati di condizionamenti e di corruzione, e nascosto sotto tutti questi strati, c’è l’essere nella sua semplicità. I nostri sensi, nella maggior parte dei casi, non sono come devono essere, ma sono stati educati, e vediamo qualcosa se la società ci permette di vederlo… osserviamo le persone, rimaniamo sorpresi! Dicono una cosa e il loro volto ne esprime un’altra, il loro sguardo non è certo quello della consapevolezza, e nella maggior parte dei casi non è mai attento. Il corpo spesso è irrigidito e i sensi fisici sono corrotti, viviamo come se fossimo congelati e le emozioni sono manipolate. Perdiamo il vero contatto con la nostra percezione. Se l’istinto non fluisce, l’intuito non si attiva.

L’intelletto può fungere da barriera oppure da ponte. Se si comprende che c’è qualcosa oltre l’intelletto, questo diventa il ponte che collega istinto e intuito. Se ci si ferma all’intelletto, si rimane separati dal proprio intuito, se ne resta inconsapevoli, e si combatte contro l’istinto. Anche il nostro comportamento cambia, fisico e mentale. Il puro intelletto –senza relazioni con l’istinto e con l’intuito- è semplicemente sapere, conoscenza (scientia) in latino. Il sapere fine a se stesso non ha molto valore; soltanto quando include anche il resto, la conoscenza diventa comprensione; da scienza, diventa co-scienza.

Nell’istante in cui inizieremo a udire, a vedere, a toccare, ad annusare, sentiremo il profumo del ”reale”. Ecco che un terapeuta deve anzitutto far ritornare il proprio cliente al ‘’corpo’’ a un ri-congiungersi con la sua vera natura, la sua vera essenza, tutto parte da li’ …per poi trovare se stesso.

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